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Second Form - aule 3D

La piattaforma denominata Second-Form che il nostro Istituto ha voluto implementare nasce dall’esigenza di far sperimentare ai docenti un nuovo modello didattico di tipo collaborativo attraverso un’attività per gruppi, a composizione mista, tra studenti di varie classi.

Si basa sull’estensione della sperimentazione dell’ANSAS (ex INDIRE) del progetto di formazione denominato IT-Bridge sulla formazione linguistica e sul progetto Second Learning dell’Università “La Sapienza” di Roma, un progetto di ricerca educativa, che ha avuto come obiettivo l’individuazione di nuove metodologie didattiche attraverso l’utilizzo dei mondi virtuali.

Restituire motivazione allo studio in alunni nella fascia dell’obbligo e creare una rete tra studenti in una prospettiva di continuità verticale: questi sono gli obiettivi generali del progetto che si è realizzato in Second Life, uno strumento particolarmente efficace, in quanto permetterà agli istituti di lavorare, per la prima volta insieme, su compiti specifici, formando nel personale docente la professionalità di sviluppare e gestire ambienti di formazione virtuali e 3D.

La scelta di utilizzare la piattaforma di SecondLife, rispetto ad altre forme più consolidate di istruzione a distanza, si giustifica con la possibilità che tale ambiente offre di simulare interazioni reali attraverso lo strumento dell’avatar e delle ricostruzioni in 3D. Infine le modalità di scambio, via chat o comunque mediate dalle nuove tecnologie audio, incrociano una modalità di comunicazione particolarmente diffusa tra gli alunni e per questa via si intende recuperare un’ulteriore componente motivazionale oltre a quella fornita dalla metodologia didattica del reciprocal teaching.

Ma che cosa si può fare su Second Life? Costruire il proprio avatar, interagire con gli altri e, con un po' di spirito di iniziativa, diventare un imprenditore. E, perché no, anche lo studente. Magari della prestigiosa Harvard University. O in uno qualsiasi dei corsi che più di 100 fra scuole e università hanno messo in piedi nel mondo virtuale inventato dai Linden Lab nel 2003.

Dopo la grande invasione delle grandi aziende, molte delle quali hanno aperto un negozi o filiali "virtuali", e dei giornali, adesso anche scuole e università stanno provando a vivere l'avventura del metaverso parallelo di Linden Lab. La prima ad occupare un'isola in 3D è stata l'università del Texas, nell'agosto del 2006. La professoressa Anne Beamish, insegnante di progettazione urbana, ha creato insieme a Robin Harper un corso di design di spazi pubblici. L'idea era di costringere gli studenti a ripensare la loro idea di spazio pubblico mettendoli in contatto con uno spazio "virtuale", simile e diverso allo stesso da tempo a uno spazio reale. L'iniziativa è stata un successo, tanto da spingere anche altri atenei a mettere in piedi dei corsi nel mondo virtuale ed esplorare nuovi modi di insegnare. Le lezioni, per la maggior parte delle volte, si svolgono in classi virtuali del tutto simili a quelle reali, con tanto di banchi e lavagne. L'Università dell'Ohio, addirittura, ha comprato tre isole virtuali e ha iniziato la costruzione di un campus "replica" di quello reale.

Ma che senso ha ricreare le classi in un mondo 3D? E' un modo per creare un senso di comunità fra gli studenti virtuali. Per farti sentire vicino il tuo compagno di banco, anche se magari si collega dalla Corea.
Ed è proprio l'insegnamento a distanza che può essere rivoluzionato da Second Life. Gli studenti interagiscono fra loro come se fossero in un campus, rendendo di fatto invisibile ogni distanza. La sperimentazione educativa è ormai partita e gli esperti credono che il potenziale dell'educazione virtuale sia enorme. La maggior parte delle persone che organizza corsi di lingue su Second Life pensa all'e-learning come qualcosa che non richieda partecipazione da parte dello studente. Uno studio passivo, fatto di materiale scaricato e test da compilare on-line. Ma in Second-life l'interazione umana avviene in tempo reale, permettendo di fare esperienza in prima persona. Che è il modo migliore, è noto, per imparare una lingua.

Anche gli italiani si stanno dando da fare. Andrea Benassi, ricercatore dell'Indire, ha aperto un campus su Second Life. Si chiama Second Learnign ed è dedicato agli studenti italiani. E il gruppo Espresso ha organizzato, a scopi didattici, incontri "impossibili" con i personaggi del Risorgimento italiano. E non sono stati pochi i "cittadini virtuali" che si sono collegati per parlare e discutere con Garibaldi.